Abusos litúrgicos: el Cardinal
Cipriani prohibió la comunión en la
mano.
di Bruno Volpe
CITTA’ DEL VATICANO - Il Cardinale Juan Luis Cipriani Thorne (nella foto), Arcivescovo di Lima e Primate del Perù, autorevole esponente del Sacro Collegio e dell’Opus Dei, è uno dei massimi esperti della Chiesa cattolica in teologia morale e liturgia. E proprio sul tema della liturgia, tanto attuale in questo periodo, il porporato ha accettato volentieri di sottoporsi alle domande di ‘Petrus’.
Eminenza, cos’è la vera liturgia?
“Sarò sintetico: è il volto puro della Fede. Non si tratta di mera esteriorità o di rispetto di regole formali, ma nella liturgia si celebra con gioia il Mistero di Cristo morto e Risorto. Dunque, è importante celebrare degnamente e correttamente la Santa Messa, con una liturgia fedele ai canoni della Chiesa, anzitutto per rispetto verso Gesù. Apprezzo, in tal senso, i continui richiami del Santo Padre Benedetto XVI al rispetto del decoro della liturgia”.
Negli ultimi anni si è registrato un preoccupante crescendo degli abusi liturgici. Come si spiega questo trend negativo?
“Si è persa l’idea del peccato, cosicché anche il sacrificio della Santa Messa è stato maltrattato e vilipeso da correnti di pensiero, anche interne alla Chiesa, che tutto giustificavano e tolleravano creando una discutibile dimensione circolare e assembleare della cerimonia Eucaristica. Poi, e questo credo faccia parte delle colpe della Curia romana dopo il Vaticano II, vi è stata una rilassatezza [relajamiento], soprattutto interpretativa, del Concilio. A questa situazione bisogna urgentemente porre rimedio; credo che la dimensione verticale dell’Eucarestia sia assolutamente necessaria perchè il fedele possa comprendere il grande dono di Cristo. Di sicuro, i fedeli rischiano solo di scandalizzarsi e di allontanarsi con le cosiddette Messe-spettacolo nella quali si commette, in nome della libertà e della creatività, ogni sorta di nefandezza”.
Veniamo al modo di amministrare la Comunione …
“Anche in questo caso la ‘rilassatezza’ [relajamiento] di molti sacerdoti ha ridicolizzato agli occhi dei cattolici il valore dell’Eucarestia. Personalmente, ritengo che il modo migliore di amministrare la Comunione sia sulla lingua, tant’è che nella mia Diocesi ho vietato la particola nelle mani. Nelle Messe con enorme affluenza, in passato abbiamo trovato persino [aun, hasta] particole gettate [tiradas] sul pavimento della Chiesa”.
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