Introibo ad altare Dei
di Bruno Volpe
CITTA’ DEL VATICANO - Come è noto, è cambiato il maestro delle celebrazioni liturgiche del Santo Padre: si è passati da un Marini all’altro, così dopo monsignor Pietro e' arrivato monsignor Guido. Ovviamente, un grazie al primo per il prezioso lavoro svolto ed un caloroso benvenuto al secondo. Conoscendo la serieta' e la compostezza di Guido Marini e' prevedibile un grande rispetto per la liturgia, meno estrosita', ma anche piu' attenzione per il latino, per il repertorio gregoriano e per i paramenti liturgici, ispirati alla sobrieta', con l’eliminazione di ogni forma di eccentricita'. Monsignor Guido Marini ha "esordito" al fianco del Papa nella Santa Messa in suffragio delle anime dei Vescovi e dei Cardinali scomparsi in questo anno: la celebrazione, di natura esequiale, era necessariamente mesta e qualsiasi liturgista l’avrebbe impostata senza particolari caratteristiche, ma si è già notato lo stile di Monsignor Marini. Per il quale la vera cartina di tornasole sara' il 24 novembre alla Cappella papale per il Concistoro: se arriveranno, come pare, significativi cambi, lo noteremo in quella circostanza. Detto questo, la presenza di Monsignor Guido Marini, uomo conosciuto per competenza e rigore, ci porta in un clima liturgicamente favorevole al recupero e alla corretta valutazione della tradizione, da molto tempo sottovalutata in nome di un assurdo modernismo e di estrosità figlie di cattive interpretazioni del Vaticano II. Intanto Roma, per due giorni, cioe' il 10 e 11 novembre, sara' la capitale dei fedeli ‘tridentini’. I tradizionalisti che si raduneranno nella Capitale sono in piena, vera ed autentica comunione con il Successore di Pietro, meritano ogni stima e attenzione. Per anni, sono stati emarginati, cosi' come il messale di San Pio V, un tesoro che garantisce alla Santa Messa spiritualita', bellezza, armonia. La Santa Messa e' prima di tutto sacrificio, dono, mistero, quindi contrasta con visioni razionaliste ed illuministiche che pretendono di spiegare anche quello che per natura non e'. Benissimo ha fatto il Santo Padre Benedetto XVI a liberalizzare con un atto di giustizia l'antico messale che nulla toglie al ‘Novus Ordo’. Ma non poteva rimanere impolverato un patrimonio storico e un gioiello come la Santa Messa tridentina. Auguriamo di cuore, ai fedeli tradizionalisti, buon lavoro e ogni bene per questo importante appuntamento: Introibo ad altare Dei.
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